giovedì 27 gennaio 2011

Il Divo (2008 - Paolo Sorrentino) ENGLISH



This movie tells the political and legal story of former Italian first Minister Giulio Andreotti (played by Toni Servillo). G.A. had been elected First Minister 7 times and 25 times Minister (from the 60’s till the 90’s). Despite his brilliant career he was involved in the main scandals of Italian history. He was also accused of being part of the mafia’s organization named “Cosa Nostra”.

After few scenes with murder at the beginning of the movie, G.A becomes (for his 7th time) the First Minister of the Italian Republic (April 1991). The origin of G.A’s power is the support of a group of parliamentarians called corrente andreottiana. They are a sub-party within Democrazia Cristiana, the main Italian party from the WWII until the year 1993. So far, G.A. looks to fit perfectly the Italian political scenario until one of his follower (Vittorio Sbardella) stops supporting him. Because of this, the influence of the first minister decreases becomes to decrease to the point where he fails to gain election for the position of President of the Italian Republic.
Sorrentino’s movie is one of the best Italian movies in years. The origin of this masterpiece is the source of all information: despite the grotesque humor, the story has been fully written according to trial reports, interviews and newspaper articles. My final valuation is 5 out of 5!

venerdì 21 gennaio 2011

"Italian for Dummies"


Hello Everybody!

During the past weeks I realized that I write only in Italian. I am aware that I am selfish and I want to take action. Therefore, I would like to introduce you my new creature: “ITALIAN FOR DUMMIES”!

This is going to be the space to talk about italian culture, cinema and literature in English. My first article will be about Guadagnino’s latest movie: “I am Love”

Sorry in advance for my grammar errors…

See you soon

domenica 16 gennaio 2011

Blue Valentine di Derek Cianfrance (2011)






Accolto positivamente al Festival di Cannes e al Sundance Film Festival del 2010, il film narra la struggente crisi coniugale tra Dan (Ryan Gosling – The Notebook 2004) e Cindy (Michelle Wiliams - Shutter Island 2010).
L’opera ha come caratteristica peculiare quella di raccontare due archi temporali diversi passando dal presente del film al passato attraverso l’uso di improvvisi (almeno all’inizio della storia) flashback. L’espediente è volto a mostrare come i due protagonisti si siano innamorati e di come la loro storia si stia sgretolando. Il risultato di questo sforzo è a mio avviso coronato da un discreto successo. Infatti, la scelta narrativa riesce e a rendere lo spettatore sufficientemente coinvolto dalla tenerezza dell’innamoramento e la tragedia della crisi, resa ancora più drammatica dalla presenza della figlia di cinque anni.

In conclusione, nonostante il film non racconti una storia ricca di colpi di scena, ha il merito di essere piuttosto coinvolgente e interessante senza essere eccessivamente strappalacrime. Il mio voto è quindi un buon 3,5 su 5.

domenica 9 gennaio 2011

Donna Flor e i suoi due mariti - Jorge Amado (1966)


In "Donna Flor e i suoi due mariti" lo scrittore brasiliano Jorge Amado racconta le vicissitudin sentimentali di Flor: un avvenente vedova e cuoca provetta nella Bahia degli anni 50'.
Le primissime pagine del libro iniziano durante i festeggiamenti del carnevale con l'inaspettata morte del giovane Vadinho. Questo nonostante sia sposato con Flor, ha condotto una vita dissoluta tra donne, alcol e tavoli da gioco. La morte stessa di Vadinho e' dovuta a uno scompenso cardiaco causato dalla sregolatezza del suo stile di vita. Nonostante l'infedelta' del defunto e la disonorabilita' della sua reputazione, Flor rimarra' straziata da un terribile dolore. La donna riuscira' solo con molta fatica a riprendere a vivere grazie alla sua scuola di cucina della quale e' proprietaria e unica insegnante. La fine della crisi arrivera' tuttavia soltanto a seguito di un anno di lutto con la difficile decisione di sposare Teodoro: un benestante e stimato farmacista dalle buone intenzioni, completa antitesi di Vadinho.
Il libro di Amado a mio avviso ha come tema principale la centralita' della passione nel rapporto di coppia. Pur essendo stata vittima di numerose angherie da parte del primo marito, donna Flor ne rimpiange l'irrisistibile fascino e le abilita' amatoriali. D'altra parte pero' il bisogno di avere una vita' serena e dignitosa, finira' per avvicinarla a un uomo con la testa sulle spalle come Teodoro. Il contrasto tra i due mariti, si manifestera' in maniera netta. Vadinho e' vizioso, sregolato, sfacciato e dissoluto. Teodoro e' serio, onesto, rispettoso e abitudinario. Entrambi hanno dunque diverse caratteristiche caratteriali in aperto contrasto che metteranno Flor a dura prova nell'inevitabile (anche se ingiusto) paragone tra i due.
Il libro dal mio personale punto di vista presenta luci ed ombre. Le ombre sono legate sostanzialmente alla trama: troppo semplice e lineare per un libro di seicento pagine. Lo schema su cui si basa lo scrittore e' il seguente: morte del primo marito, periodo di suprema afflizione della vedova, nuovo matrimonio, finale. Le svolte nel romanzo scarseggiano lasciando spazio a una minuziosa descrizione dei differenti stati d'animo di Flor. Le luci sono legate all'eccellente capacita' di Amado di raccontare il background dei personaggi attraverso escamotages assolutamente suggestivi e fantasiose. Ogni personaggio del romanzo risulta minuziosamente caratterizzato dal punto di vista fisico e psicologico pronto ad essere calato a ritmo di sanba sulla protagonista "tra le righe" del manoscritto: la magica citta' di Bahia.

martedì 4 gennaio 2011

Pier Paolo Pasolini: Appunti sul pensiero politico



Ho scritto queste poche righe con lo scopo di elencare quello che secondo me e' l'essenza del pensiero politico/sociale pasoliniano. Quantomeno e' questa la parte che mi ha colpito di piu', probabilmente a causa del mio retroterra culturale. Non ho quindi la pretesa che sia un riassunto soggettivo a 360 gradi. I testi di riferimento sono Scritti Corsari (1975) e Lettere Luterane (1976). Ho letto altri libri ma questi due sono quelli che mi hanno affascinato di più.
Chiedo scusa in anticipo se il linguaggio da me utilizzato è un pochino pesante e/o sgrammaticato. Questo post è più in insieme di appunti che un articolo vero e proprio... quindi per favore non insultatemi!!

Pasolini visse la sua giovinezza e la propria formazione intellettuale durante il ventennio fascista. Con la caduta del regime prese parte alla scena intellettuale italiana fino al 1975, l'anno della sua morte. Pasolini si dichiarava antifascista e comunista anche se appoggio' con forza le iniziative del partito radicale. Fu regista, giornalista, poeta e romanziere.

Ecco elencati quelli che a mio avviso sono i punti principali della critica pasoliniana alla società italiana degli anni 70':

-Il regime clerico/fascista democristiano del dopoguerra (anni cinquanta e sessanta), rappresentava la continuazione del precedente regime fascista sotto una luce di falsa tolleranza democratica. Secondo PP la mancata eppurazione della classe dirigente fascista e la repressivita' delle forze armate rendevano il nuovo stato repubblicano antifascista solo di nome. A rafforzare le convinzioni dell'autore era anche la constatazione che la DC era sostenuta come per il fascismo dalla classe contadina e piccola borghese. Inoltre i valori su cui si basava il nuovo governo richiamavano alla moralita', patria, famiglia, Dio, risparmio su cui il fascismo aveva fatto perno.

-Con gli anni settanta il vecchio regime democristiano si trasformo' a causa dell'esplodere della societa' dei consumi. Il nuovo stile di vita consumistico minava i valori della vecchia societa' arcaica italiana, erodendo velocemente le basi del potere clerico/fascista democristiano. I potenti DC erano diventati solamente un gruppo di persone dedite alla mera conservazione del proprio potere dato che dal punto di vista pratico e ideologico la DC era stata superata. Esemplare fu la netta affermazione dei referendum promossi dai radicali nei primi anni 70' (aborto e divorzio). Queste consultazioni elettorali dimostrarono chiaramente che il popolo italiano aveva sviluppato idee molto piu' avanzate di quelle del governo DC e del vaticano.

-La causa del profondo cambiamento dello stile di vita degli italiani fu l'avvento della nuova societa' consumista. Il veloce sviluppo economico aveva generato uno stile di vita fortemente materialista che uniformo' le abitudini degli italiani distruggendo irrimediabilmente tutte le precedenti sottoculture locali, dialettali ecc. La nuova grande classe piccolo borghese si era affermata ovunque caratterizzandosi per l'assoluto e volgare conformismo edonista. Il popolo italiano fu per la prima volta nella sua storia unificato anche dal punto di vista culturale anziche' solamente geografico. Pasolini rimarco' che neanche il fascismo era riuscito con il suo culto dello stato a unificare la cultura e la lingua degli italiani in maniera cosi' forte e definitiva. La televisione e la scuola media erano corresponsabili del genocidio culturale in atto perche' diffondevano il mediocre standard piccolo borghese italiano promuovendo il nuovo stile di vita consumistico. Per Pasolini l'anomalia italiana nella creazione della nuova societa' consumistica rispetto a quella gia' avvenuta negli USA, Inghilterra e Francia e' che solo in italia la distruzione della vecchia societa' popolare/contadina e' stata cosi' repentina e totale mentre altrove e' stata comunque graduale ma specialmente solo in Italia per Pasolini c'era una cosi' straordinaria concentrazione di sotto culture ora irrimediabilmente perdute.

-L'autore arrivo' a definire il consumismo come "nuovo potere" anche se non lo descrisse approfonditamente perche' per sua stessa ammissione non ne coglieva l'interezza. La societa' consumistica aveva creato un regime assolutamente piu' temibile di quello (oramai arcaico) fascista perche' esercitava un potere assolutamente piu' totalizzante che mutava definitivamente l'indole degli italiani mentre quello fascista apparte poche migliaia di indivudui non riusci' a penetrare nelle masse modificandone le abitudini.

-Una forte critica veniva fatta inoltre alle liberta' e alla tolleranza democratica (non perche' fosse antidemocratico), in quanto queste erano state concesse dall'alto (e non per la sincera volonta' del popolo di emanciparsi) al fine di rendere gli italiani dei consumatori migliori. L'esempio calzante e' quello dei Jeans "Jesus" i quali erano pubblicizati con lo slogan "non avrai altro Dio all'infuori di me". Nonostante le proteste dei cattolici lo slogan non fu ritirato al contrario di come sarebbe successo in passato.

-Pasolini preferiva la vitalita' delle sottoculture povere, contadini e popolari allo squallido conformismo dell'italia contemporanea. I libri e i film di Pasolini hanno spesso come protagonisti persone ignoranti del sottoproletariato contadino/urbano. Questi individui per quanto poveri e/o dediti al sopravvivere tramite espedienti (furti, prostituzione ecc) hanno in se stessi la semplicita' e purezza di un mondo oramai travolto dallo sviluppo della societa' dei consumi. La vecchia societa' popolare metteva secondo Pasolini la vita umana in cima alla scala dei valori mentre la societa' del benessere sovverte tale scala in favore del consumo edonistico.

-La classe dirigente della DC secondo Pasolini fu la responsabile diretta o indiretta delle stragi avvenute in italia, della collusione tra mafia-politica, della cattiva gestione della cosa pubblica e del genocidio culturale della vecchia societa' contadina.