sabato 26 febbraio 2011
The Fighter (D.O. Russell 2010)
Micky Ward (Mark Wahlberg), allenato dal fratellastro Dicky (Cristian Bale) è un talentuoso ma acerbo pugile della scena professionistica dei primi anni novanta. Tuttavia, la difficile situazione familiare non lo mette in condizione di poter competere ad alti livelli. In particolare subisce la cattiva influenza sia del tossicodipendente Dicky (che è stato un pugile discreto), sia della madre-manager Sherri.
In seguito all’arresto di Dicky per furto e all’incontro con la nuova fidanzata Alice, Micky inizierà un doloroso ma necessario distacco dalla propria famiglia per coronare la rincorsa al suo sogno sportivo: il titolo mondiale.
“The Fighter” si distingue positivamente per una storia interessante e scorrevole accompagnata da scene di combattimento mai banali. Tuttavia, il perno del film è l’eccellente interpretazione di Cristian Bale per la prima volta veramente convincente dopo una serie di prove incolori (vedi Terminator Salvation, Nemico Pubblico e Il Cavaliere Oscuro).
La mia valutazione finale è 4 stelle su 5.
sabato 12 febbraio 2011
TRUE GRIT - Il GRINTA (2010 – Fratelli Coen)
True Grit è un remake diretto dai Fratelli Coen (Il Grande Lebowsky 1998) di un western girato nel 1969 che aveva tra i protagonisti John Wayne.
Il film narra una storia di vendetta. La quattordicenne Mattie Ross assolda il maresciallo federale Rooster Cogburn (Jeff Bridges – Il Grande LebowskyI) con l’intenzione di far uccidere il bandito Chaney, assassino di suo padre. Il Ranger LaBoeuf (Mat Damon – Il talento di Mr. Ripley) è a sua volta alla caccia di Chaney per un omicidio precedentemente commesso in Texsas. Mattie obbligherà Cogburn e LaBoeuf a lavorare insieme per l’obiettivo comune. Inoltre Mattie, con la scusa di assicurarsi che i due uomini compiano il loro dovere si unisce alla spedizione.
Il film ha dalla sua parte l’ottima interpretazione di Jeff Bridges e un cast di ottimo livello. Tuttavia ho trovato la storia un po’ troppo debolina e i momenti memorabili del film sono solo una manciata (in particolare mi è piaciuto vedere Cogburn ubriaco sfidare LeBoeuf in una sfida di tiro al volo).
Insomma, nonostante in giro se ne parli bene io sono rimasto tiepidino. La mia valutazione finale è 2 stelline su 5.
D.P.
martedì 8 febbraio 2011
Papà Goriot (Honoré De Balzac - 1834)
Papà Goriot è un libro scritto nel 1834 dallo scrittore francese Honorè De Balzac come parte integrande di un opera di più ampio respiro nota come "La commedia umana".
La storia comincia in una modesta pensione della vivace Parigi post-restaurazione. Nella casa di Madame Vanquer, ci sono diciotto ospiti, alcuni dei quali piuttosto interessanti. Tuttavia, quello di gran lunga più misterioso è Papà Goriot. Questo è un anziano e ricco imprenditore che dopo essersi ritirato dall’attività commerciale, ha iniziato a dissipare misteriosamente le proprie sostanze suscitando la curiosità degli altri pensionanti. Sarà Eugenio De Rastignac, giovane e impetuoso studente a scoprire il mistero. Goriot stà utilizzando tutte le sue finanze al fine di permettere alle due figlie di mantenere un opulento stile di vita. Eugenio, decide così di conoscere le figlie dell’ex-imprenditore al fine di essere introdotto nella “buona” società parigina e cominciare la propria scalata sociale.
A mio avviso, nonostante abbia centinaia di anni, Papà Goriot è uno di quei libri che colpiscono per la sempre verde attualità. Infatti, pur criticando ferocemente sia la superficiale società borghese di metà ottocento quanto l'invidiosa classe subalterna del medesimo periodo, Balzac individua il comune culto dell'apparenza e la solita ricerca del riconoscimento sociale. Entrambe a buon ragione, "virtù" negative tipiche della natura umana indipendentemente dalle epoche storiche di riferimento.
martedì 1 febbraio 2011
Biutiful (2010 - Alejandro Gonzalez Inarritu)
Ambientato in degradati sobborghi di Barcellona, Biutiful è un dramma incentrato su situazioni di disagio sociale presenti anche in altre realtà europee.
Uxbal (Javier Bardem “Vicky, Cristina Barcellona) oltre ad essere separato dalla moglie alcolizzata e depressa, è costretto a causa delle ristrettezze economiche a crescere da solo i suoi figli con la sua attività di medium. Oltre a questo è in loschi affari con un imprenditore cinese senza scrupoli e un gruppo di venditori ambulanti senegalesi dediti al commercio di droghe pesanti.
La già difficile situazione avrà una svolta drammatica quando il protagonista scoprirà di essere malato terminale di cancro. Il pensiero principale diventerà quello di trovare qualcuno che si prenda cura dei figli e allo stesso tempo cercherà disperatamente di aiutare i suoi amici in difficoltà.
Oltre all’ottima prova di Javier Bardem (premiato per questo al festival di Cannes 2010) il film conta su una lodevole lettura in chiave realista dei personaggi principali del film. Inoltre, le tematiche affrontate nella pellicola come l’immigrazione, la povertà e la violenza della polizia catalana rendono l’opera assolutamente valida dal punto di vista dei contenuti di denuncia sociale. Le uniche pecche del film sono a mio avviso l’eccessiva lunghezza e il fastidioso tentativo di commuovere lo spettatore nel finale. Il mio voto è quindi un ottimo 4 su 5.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)

